Il progetto

Il progetto “Il Calciastorie” nasce dall’incontro tra la Uisp – Unione Italiana Sport Per tutti, da sempre impegnata sul fronte dell’integrazione, della multiculturalità e dell’antirazzismo, e la Lega Serie A, che ha reinvestito nell’iniziativa i fondi derivanti dalle multe erogate dalla giustizia sportiva per sanzionare comportamenti razzisti e violenti negli stadi di calcio italiani. Scopo del progetto è di promuovere, specialmente fra i giovani delle scuole superiori e nelle squadre giovanili di calcio, l’intercultura e la lotta contro ogni forma di discriminazione.

Il percorso di lavoro pone al centro il recupero della memoria attraverso il racconto di quindici storie di uomini di calcio che hanno vissuto, ognuno in modo diverso, esperienze di discriminazione o di integrazione. Quindici sono anche le città coinvolte nel progetto, tutte sedi delle squadre di calcio del campionato di Serie A: Bergamo (Atalanta); Cagliari; Cesena; Empoli; Fiorentina; Genova (con Genoa e Sampdoria); Milano (con Inter e Milan);  Napoli; Palermo; Parma; Roma (con Lazio e Roma); Sassuolo; Torino (con Juventus e Torino); Udinese; Verona (con Chievo e Verona). Le squadre di calcio sono coinvolte nel progetto attraverso i propri testimonial, una campagna di comunicazione e la disponibilità delle proprie squadre primavera a partecipare all’iniziativa. Il recupero della memoria storica è fondamentale per la costruzione di percorsi futuri: si impara dal passato cercando di non fare gli stessi errori. Ci sono storie che hanno segnato in maniera forte la cultura sportiva, esempi di grandi vittorie di squadra ottenute con il sacrificio e l’impegno, ci sono racconti epici di partite giocate dentro uno stadio pieno di tifosi. Poi ci sono delle storie più intime, di singoli giocatori, che spesso vengono dimenticate o semplicemente che non si conoscono. Eppure quelle  storie individuali sono in grado di raccontare molto di più che una semplice vita. Possono descrivere un’epoca, possono dare un esempio, possono denunciare una violenza.

È con questo intento che nasce “Il Calciastorie”, perché i calciatori, anche i più grandi, prima di diventare dei miti celebrati nelle cronache, sono degli uomini: alcuni di loro hanno subito episodi di razzismo e discriminazione, altri invece li hanno combattuti con i propri gesti. Scopriremo insieme l’importanza dello sport come strumento e spazio della socializzazione, dell’incontro, del divertimento e della conoscenza: una storia emblematica e forte, dimenticata per lungo tempo, è quella di Árpád Weisz, il grande allenatore ungherese del Bologna e dell’Inter degli anni Trenta. Scomparso durante la seconda guerra mondiale, se ne erano completamente perse le tracce finché Matteo Marani, direttore del «Guerin Sportivo», non si è messo a investigare scoprendo che l’uomo che aveva rivoluzionato il calcio italiano, per le sue origini ebraiche era stato deportato ad Auschwitz dove aveva trovato la morte assieme alla sua famiglia. Questa storia di negazione di tutti i diritti, perfino di quello alla vita, servirà da guida per la costruzione di tutte le altre storie legate alle squadre di calcio della propria città.